Riportiamo un articolo tratto dal quotidiano "Il Corriere della Sera" del 30 ottobre 2009 riguardo il caso di Stefano Cucchi:
Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, il secondo sindacato della polizia penitenziaria, afferma che, «secondo fonti attendibili, Stefano sarebbe arrivato a Regina Coeli direttamente dal tribunale già in quelle condizioni, e accompagnato da un certificato medico che ne autorizzava la detenzione, come di solito si fa in questi casi». L'Osapp protesta con Michele Santoro, per come è stato trattato il caso ad Annozero. «Quale rappresentanti di un'istituzione autorevole che qualcuno tenta di annientare strumentalizzando il "caso" - prosegue Beneduci - siamo disgustati da una vicenda grave che sta via via assumendo le fattezze di un fatto politico e che rischia di disonorarci: come per il caso Bianzino, il caso Aldovrandi. Le ombre ci uccidono, uccidono l'intera categoria alla quale ci esaltiamo di appartenere, ed è triste che fino adesso siamo stati l'unica organizzazione sindacale ad avere il coraggio di dire la propria con grande chiarezza ed onestà».
Dopo le vicende del caso Aldrovandi(per maggiori dettagli leggere la pagina Wikipedia sopra l'omicidio), e del caso Bianzino, di cui consigliamo fortemente una conoscenza dei fatti, queste sono le scandalose parole che negano per l'ennesima volta fatti evidentemente accaduti. Non si può mentire al popolo italiano, sopratutto per quanto riguarda fatti di una tragicità e gravità assoluta, poichè oltre alla morte di giovani, stiamo parlando di assassini dove i mandanti, nonchè gli esecutori sono, con molta probabilità, le Forze dell'Ordine. Puntualmente usciti dalle vicende indenni. Vergogna.
Pubblichiamo un video tratto dal film "Indagini su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"(1970) di Elio Petri, con protagonista Gian Maria Volontè che ben evidenzia il fatto che i tempi non sono cambiati.
10.30.2009
Stefano Cucchi "si è suicidato"
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