Prosegue il processo d'appello nei confronti di Marcello Dell'Utri che cerca di fare luce sui rapporti tra mafia e politica durante la stagione delle stragi dei primi anni novanta.
Marcello Dell'Utri, cofondatore di Forza Italia ed attualmente senatore della Repubblica nelle file del Pdl, è stato condannato in primo grado a 9 anni per "concorso esterno in associazione mafiosa".
Secondo l'accusa negli anni in cui la mafia, a suon di stragi, è alla ricerca di nuovi referenti politici da sostituire ai partiti della prima repubblica, sarebbe proprio Marcello Dell'utri l'anello di congiunzione tra la mafia siciliana ed il nuovo soggetto politico che stava nascendo in quel di Arcore.
Ieri è stata chiesta la sospensione del dibattimento per prendere in considerazione le nuove dichiarazioni rese il 6 ottobre scorso dal pentito Gaspare Spatuzza, fedelissimo dei fratelli Graviano boss di Brancaccio, coinvolti nelle stragi del 92-93.
Le dichiarazioni del pentito riguradano incontri avuti dallo stesso con i Graviano in cui si stava preparando un attentato, successivamente fallito, in cui far saltare in aria un pulmann di carabinieri allo stadio olimpico. Durante quegli incontri Graviano parla dei contatti con "persone serie come Silvio Berlusconi" ottenuti grazie al "nostro compaesano". Grazie a tali contatti Graviano dice di "avere il paese in mano".
Subito dopo la strage fallita allo stadio Olimpico gli attentati si fermano e Forza Italia ottiene uno strabiliante successo in Sicilia.
In questo video un servizio sull'udienza del 23 ottobre.
10.25.2009
Processo Dell'Utri al vaglio nuove dichiarzioni del pentito Spatuzza
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