10.20.2009

Armi chimiche

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Conosciamo ormai tutti quanto il diritto internazionale sia per alcuni una irremovibile spada di damocle, e quanto per altri sia soltanto una semplice imposizione etica, soggetta all'ipocrisia relativista della giurisprudenza interna.
In tema di diritti universali dell'uomo e della donna i potenti tendono ancora all'unidirezionalità. Sicuramente il mandato di cattura internazionale di Omar El Bashir, presidente del Sudan, per crimini di guerra, segna un punto di svolta sul ruolo della corte penale internazionale, in quanto prima sentenza riguardante un presidente ancora in carica. Ma un organo che funzioni realmente da deterrente nei confronti del bullismo imperialista, di qualsiasi stato, organizzazione, ideologia, gruppo armato e religioso sembra alla luce della prima decade del millennio, ancora un'eterea favola romantica. Verrebbe da chiedersi cosa penserebbe il romantico Wilson, che nel 19' ideava una pacifica società delle nazioni, alla luce dei vari e/orrori commessi nel corso del secolo successivo proprio dalla sua amata madre patria.
Non che prima fosse legittimo, ma superato il bipolarismo, noi mondo occidentale, che bisogno abbiamo di giocar sporco? Di usare gli stessi mezzi che critichiamo solo se usati da altri?

Per chi non avesse ancora visto il documentario di Sigfrido Ranucci Falluja - la strage nascosta invito a farlo in quanto toccante testimonianza del relativismo dei diritti umani.







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