10.28.2009

Andare in guerra e comprare la pace

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18 Agosto 2008, Surobi (Afghanistan), durante un' imboscata dei Taliban 10 soldati francesi perdono la vita e altri 21 vengono feriti. Si tratta di uno dei più gravi attacchi subiti dal contingente NATO sin dall'inizio della guerra e, per giunta, in una delle regioni fino ad allora considerata fra le più tranquille; prima dei francesi, infatti, in quella zona erano di stanza gli italiani che, durante tutto l'anno precedente, avevano subito soltanto una perdita, diventando un esempio per tutto il resto del contingente di come i rapporti con la popolazione e con le tribù locali potessero essere coltivati con successo, e di come se ne potesse guadagnare la fiducia.Da dove deriva allora tutto questo astio nei confronti dei francesi? Dai loro modi di fare?
Dalla loro reticenza al dialogo? Nessuna delle due, ciò che è cambiato tra i vecchi e i nuovi occupanti è solo la grande generoisità dei primi rispetto ai secondi. A rivelarlo è il Times in seguito ad interecettazioni e dichiarazioni di alti comandanti NATO: i servizi segreti italiani pagavano i guerriglieri per evitare gli attacchi e i relativi morti che avrebbero causato polemiche in patria. Per questo motivo, sempre nel Giugno del 2008,l'ambiasciatore USA a Roma aveva protestato ufficialmente con il Governo Italiano (che ovviamente nega tutto).
"Pagare i piccoli gruppi di ribelli e usare metodi non violenti per assicurarsi la pace può anche avere un senso. - sostiene un comandante NATO intervistato dal giornale britannico - La follia è non informare gli alleati" e, al di la di questo, gli italiani chi li informa?

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