10.30.2009

Obama firma la legge contro l'omofobia

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Negli Stati Uniti il presidente Barack Obama ha firmato il Matthew Shepard and James Byrd Jr. Hate Crimes Prevention Act, la legge federale che include nei crimini d'odio, introdotti dopo l'assasinio di Martin Luter King, i reati a sfondo omofobo, equiparando i crimini derivanti dall'orientamento sessuale delle vittime e i crimini contro disabli a quelli deriventi da razza, religione o colore della pelle.

La legge è intitolata a Matthew Shepard, studente ucciso e torturato in Wyoming nel 1998 perchè omosessuale e Jamese Byrd jr. un afroamericano linciato e decapitato nel 1998 in Texas, stato federale in cui non erano riconosciuti i crimini d'odio.

Il presidente Obama ha detto:
"Nessuno deve avere paura di stringere la mano della persona che ama"

In Italia qualche settimana fa la camera dei deputati ha respinto un emendamento che prevedeva l'introduzione dell'aggravante dell'omofobia nei reati contro la persona.

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Stefano Cucchi "si è suicidato"

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Riportiamo un articolo tratto dal quotidiano "Il Corriere della Sera" del 30 ottobre 2009 riguardo il caso di Stefano Cucchi:

Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, il secondo sindacato della polizia penitenziaria, afferma che, «secondo fonti attendibili, Stefano sarebbe arrivato a Regina Coeli direttamente dal tribunale già in quelle condizioni, e accompagnato da un certificato medico che ne autorizzava la detenzione, come di solito si fa in questi casi». L'Osapp protesta con Michele Santoro, per come è stato trattato il caso ad Annozero. «Quale rappresentanti di un'istituzione autorevole che qualcuno tenta di annientare strumentalizzando il "caso" - prosegue Beneduci - siamo disgustati da una vicenda grave che sta via via assumendo le fattezze di un fatto politico e che rischia di disonorarci: come per il caso Bianzino, il caso Aldovrandi. Le ombre ci uccidono, uccidono l'intera categoria alla quale ci esaltiamo di appartenere, ed è triste che fino adesso siamo stati l'unica organizzazione sindacale ad avere il coraggio di dire la propria con grande chiarezza ed onestà».

Dopo le vicende del caso Aldrovandi(per maggiori dettagli leggere la pagina Wikipedia sopra l'omicidio), e del caso Bianzino, di cui consigliamo fortemente una conoscenza dei fatti, queste sono le scandalose parole che negano per l'ennesima volta fatti evidentemente accaduti. Non si può mentire al popolo italiano, sopratutto per quanto riguarda fatti di una tragicità e gravità assoluta, poichè oltre alla morte di giovani, stiamo parlando di assassini dove i mandanti, nonchè gli esecutori sono, con molta probabilità, le Forze dell'Ordine. Puntualmente usciti dalle vicende indenni. Vergogna.

Pubblichiamo un video tratto dal film "Indagini su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"(1970) di Elio Petri, con protagonista Gian Maria Volontè che ben evidenzia il fatto che i tempi non sono cambiati.

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10.29.2009

Le foto choc di Stefano Cucchi, fermato per droga, deceduto dopo l'arresto

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In seguito alla vicenda di Stefano Cucchi, riportiamo un articolo tratto dal quotidiano "La Repubblica Roma" del 29 ottobre 2009:

"Verità su Stefano Cucchi. E in tempi rapidi. La invocano la famiglia, i legali e la politica. Tutti insieme hanno convocato una conferenza stampa in senato per chiedere di fare luce sulla morte del 31enne romano, fermato giovedì 16 ottobre nel parco degli Acquedotti perché in possesso di venti grammi di sostanze stupefacenti, e morto nel reparto detentivo dell'ospedale sandro pertini giovedì 22, dopo essere passato per il tribunale, il Regina Coeli e il Fatebenefratelli. Otto interminabili giorni durante i quali la famiglia ha tentato invano di vedere il loro caro e di parlare con i medici che lo avevano in cura.
Per sollecitare l'opinione pubblica, il padre Giovanni e la sorella Ilaria hanno distribuito le foto del corpo di Stefano scattate dall'agenzia funebre dopo l'autopsia.

Si vede così un corpo estremamente esile (dai 43 chili del fermo è passato ai 37), con il volto devastato, l'occhio destro rientrato nell'orbita, l'arcata sopraccigliare sinistra gonfia e la mascella destra con un solco verticale, segno di una frattura(...)."

ATTENZIONE!

LE IMMAGINI CHE SEGUONO POSSONO TURBARE LA VOSTRA SENSIBILITA'.

LE FOTO SONO PARTICOLARMENTE FORTI E RITRAGGONO IL CORPO DEL RAGAZZO.

FOTO 1
FOTO 2
FOTO 3
FOTO 4

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Quanto consuma la tua casa? Efficienza energetica a Bolzano

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Questo succede oggi, in Italia, o almeno in una parte d'Italia; nel resto del paese si discute di nucleare. D'altronde cos'altro ci si può aspettare dalla classe politica più vecchia d'Europa? Il futuro è già qui, ma loro non lo vedranno mai.

"Consumare meno energia in casa senza pagare nulla (o quasi). E' possibile! La casa a consumi zero non è un'utopia. Si può ridurre la dispersione energetica fino al 90% con interventi sulla propria abitazione, nuova o vecchia da ristrutturare. Quasi tutti gli edifici italiani, a partire da quelli pubblici, sono degli scolapasta da cui esce gran parte dell'energia introdotta. La rivoluzione energetica si fa mettendo a norma TUTTI gli edifici pubblici, a partire dai ministeri, NON con nuove centrali nucleari. La casa ecologica ha tre grandi vantaggi: il risparmio sul riscaldamento, la tutela dell'ambiente, in particolare per il surriscaldamento dell'atmosfera e il VALORE della casa stessa. Infatti una casa ecologica vale di più, è come comprare un'automobile senza dover pagare la benzina. E allora, care amministrazioni pubbliche, cosa aspettate a imitare la Provincia Autonoma di Bolzano dove mi sono recato in gita ecologica?"

dal blog di Beppe Grillo

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Ottant'anni dalla grande crisi

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Ottant'anni fa (29 ottobre 1929), il celebre martedì nero, segnò il punto d'inizio della più grande crisi borsistica e finanziaria della storia. Il presidente Hoover non trovò soluzioni per uscire della grande depressione, fortificando il protezionismo e lasciando lo stato al di fuori delle faccende economiche. Roosvelt capì che senza spinte statali l'economia statunitense sarebbe rimasta impantanata nella giungla capitalista delle banche, delle industrie e dei latifondi.



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10.28.2009

Andare in guerra e comprare la pace

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18 Agosto 2008, Surobi (Afghanistan), durante un' imboscata dei Taliban 10 soldati francesi perdono la vita e altri 21 vengono feriti. Si tratta di uno dei più gravi attacchi subiti dal contingente NATO sin dall'inizio della guerra e, per giunta, in una delle regioni fino ad allora considerata fra le più tranquille; prima dei francesi, infatti, in quella zona erano di stanza gli italiani che, durante tutto l'anno precedente, avevano subito soltanto una perdita, diventando un esempio per tutto il resto del contingente di come i rapporti con la popolazione e con le tribù locali potessero essere coltivati con successo, e di come se ne potesse guadagnare la fiducia.Da dove deriva allora tutto questo astio nei confronti dei francesi? Dai loro modi di fare?
Dalla loro reticenza al dialogo? Nessuna delle due, ciò che è cambiato tra i vecchi e i nuovi occupanti è solo la grande generoisità dei primi rispetto ai secondi. A rivelarlo è il Times in seguito ad interecettazioni e dichiarazioni di alti comandanti NATO: i servizi segreti italiani pagavano i guerriglieri per evitare gli attacchi e i relativi morti che avrebbero causato polemiche in patria. Per questo motivo, sempre nel Giugno del 2008,l'ambiasciatore USA a Roma aveva protestato ufficialmente con il Governo Italiano (che ovviamente nega tutto).
"Pagare i piccoli gruppi di ribelli e usare metodi non violenti per assicurarsi la pace può anche avere un senso. - sostiene un comandante NATO intervistato dal giornale britannico - La follia è non informare gli alleati" e, al di la di questo, gli italiani chi li informa?

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10.27.2009

Ad un anno dagli scontri di piazza navona

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Un anno fa, il 29 ottobre 2008, i fascisti del Blocco Studentesco furono cacciati da Piazza Navona, sventando così il loro tentativo di infiltrazione nel movimento studentesco dell'Onda. Da quel momento in poi l'antifascismo divenne un contenuto condiviso nelle scuole e università in mobilitazione. Quell'episodio fece luce sulla vera natura dei “burattini del potere”, squadristi al servizio di un potere costituito interessato a criminalizzare e reprimere i conflitti sociali che, specialmente in tempi di crisi, nascono e si sviluppano nel corpo vivo della società.

UN ANNO DOPO ANCORA IN PIAZZA

Ad un anno esatto da quei fatti vogliamo riprendere il filo del discorso,senza inutili intenti commemorativi. In questi dodici mesi i fascisti non hanno cessato di fare il loro sporco lavoro contro i movimenti e contro quei soggetti sociali che non rientrano nella loro visione distorta incentrata sullo slogan “Dio, patria e famiglia”. Si sono anzi moltiplicate le aggressioni xenofobe e omofobe, le provocazioni nelle scuole e nelle università, i loro tentativi di dare vita ad una guerra tra poveri che distolga il “popolo” dall'individuare i veri responsabili della crisi, della precarietà, della devastazione ambientale, le loro strumentali iniziative sul corpo delle donne. E' chiara ormai la loro perfetta internità ad una logica di governo che vede speculatori, mafiosi e piduisti farla da padrone: in questo senso risulta falsa e mistificatoria la loro pretesa di avvalorarsi come soggetti antisistema essendo invece tra gli agenti principali di quella ”strategia della paura” divenuta ormai strumento di governance delle contraddizioni sociali. In questo senso è emblematica la recente vicenda in cui Casa Pound ha preteso di esprimere solidarietà ai glbtq “italiani” indicando il nemico nello straniero violento tentando un'operazione culturale di deviazione della controparte.
Purtroppo dobbiamo prendere atto anche di una pericolosa volontà di “dialogo” da parte di alcuni sedicenti rappresentanti dei movimenti che rischiano di legittimare i picchiatori, pretendendo di mettere sullo stesso piano oppressi e oppressori. Esprimiamo invece piena solidarietà agli antifascisti e alle antifasciste che a Napoli, Pistoia, Torino, Reggio Emilia si sono mobilitati con forza per togliere spazio agli squadristi mettendo in chiaro che per loro non ci sarà futuro in questo paese.

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A Montalto dopo uno stupro la gente difende gli stupratori

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A questo punto una domanda mi sorge spontanea:ma che cavolo mangia la gente di Montalto?

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Arrestato per droga, detenuto muore dopo pochi giorni: "Aveva il volto tumefatto"

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Riportiamo un articolo tratto dal quotidiano "L'Unità" del 27 ottobre 2009:

"Era stato arrestato per un modesto quatitativo di droga, è morto a meno di una settimana dal suo ingresso in carcere. Un detenuto di 31 anni, Stefano Cucchi, è deceduto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi all'ospedale Pertini di Roma. Un caso sul quale Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, e Luigi Manconi, ex sottosegretario alla Giustizia e presidente di 'A buon diritto', chiedono un «immediato chiarimento».

Il giovane era stato arrestato il 16 ottobre scorso e, al momento dell'arresto, secondo quanto detto dai familiari, stava bene e non aveva segni di alcun tipo sul volto. La mattina seguente, all'udienza per direttissima, il padre aveva notato tumefazioni al volto e agli occhi del ragazzo, che non viene inviato agli arresti domiciliari ma resta in cella. Dal carcere, poi, Stefano è stato trasferito al reparto detentivo del Pertini, sembra per «dolori alla schiena», raccontano Manconi e Gonnella, e ai genitori non viene consentito di vedere il figlio. «L'autorizzazione al colloquio - raccontano Manconi e Gonnella - giunge per il 23 ottobre, ma è troppo tardi perchè Stefano Cucchi muore la notte tra il 22 e il 23 ottobre.

I genitori rivedono il figlio per il riconoscimento all'obitorio e si trovano di fronte a un viso devastato. Ai consulenti di parte è stata negata la possibilità di fare le fotografie di quel viso». Per Gonnella e Manconi si tratta di una «morte tragica, sospetta, che richiede risposte dalla magistratura, dall'amministrazione penitenziaria, dai carabinieri, dai medici del Pertini e e dalla Asl competente». Anche l'assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri ritiene che «bisogna fare subito chiarezza. Non si può accettare che un ragazzo possa perdere la vita in questo modo, senza che si conoscano le ragioni del decesso. Non si può accettare che alla famiglia sia stato negato di vedere, per 6 giorni, il proprio figlio, e che ciò sia stato possibile solo dopo la sua morte. Mi auguro che al più presto, anche da parte del Governo, sia fatta luce sull'intera vicenda. In una società civile non possono accadere episodi di questo genere».

Per Mario Staderini, della Direzione Nazionale di Radicali Italiani, «quando un uomo entra in carcere con le sue gambe e ne esce morto dopo pochi giorni, è indispensabile che le istituzioni spieghino cosa è successo in maniera pronta e trasparente. E se necessario, ammettano le loro responsabilità. La denuncia di Luigi Manconi e dell'Associazione Antigone richiede l'immediato accertamento della verità, senza pastoie burocratiche che allontano dall'obiettivo. Giusto, quindi, che siano rese pubbliche le foto del viso tumefatto di Cucchi ed i suoi interrogatori, come accadrebbe se si trattasse di inchieste importanti»."

La vicenda, poco trattata dai media nazionali, ma di eccezionale gravità, segue un'altra molto simile che vide coinvolto Federico Aldrovandi, un giovane di 18 anni, che la notte del 25 settembre del 2005, perse la vita in circostanze apparentemente misteriose. Il decesso in un primo momento fu imputato ad una insufficienza miocardica contrattile acuta conseguente all'assunzione di ketamina, alcol ed eroina. In seguito, sia la perizia che i risultati delle indagini avrebbero evidenziato un contesto di gravi violenze subite dal giovane durante tutto l'intervento di una pattuglia della polizia composta da quattro agenti(tre uomini ed una donna). Questi il 6 luglio 2009 verrano condannati a tre anni e sei mesi per eccesso colposo nell'omicidio colposo di Aldrovandi. I quattro condannati, grazie all'indulto del 2006, non sconteranno la loro pena e in più, non verranno sospesi dal servizio, quindi noi con le tasse continueremo a pagare loro l'aspettativa.

Allego un video in cui un testimone, che ha paura di parlare, afferma che "C'è della gente cattiva": ha 74 anni e dice di aver visto i quattro agenti massacrare quel ragazzo di 18 anni.

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Gentilini condannato per istigazione all'odio razziale

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10.26.2009

Karadžić, rinviato il processo.

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Il sessantaquattrenne Radovan Karadžić, politico serbo colpevole dell'assassinio di 7800 musulmani bosniaci a Srebrenica e di altri 12000 civili durante l'assedio di Sarajevo, quest'oggi doveva comparire al cospetto dei giudici del tribunale internazionale per i crimini nell'Ex Jugoslavia, all'Aia.
Alla sua assenza ingiustificata è seguita l'incredulità dei giudici, in quanto il codice vieta l'assenza dell'imputato durante lo svolgersi del processo. Quello che si teme è un altro rinvio della sentenza, ed il ripetersi di quanto già accaduto ai tre illustri responsabili della guerra Jugoslava: i due serbocroati Milan Babić e Slavko Dokmanović, e l'illustre ex presidente della repubblica serba Slobodan Milošević, tutti e tre si sono tolti la vita prima della auspicata sentenza per genocidio.
I famigliari delle vittime attendono da oltre tredici anni una pena esemplare per Karadžić, dopo dodici anni di latitanza e quindici mesi di detenzione.
Il mancato giudizio aprirà le porte ad una possibile revisione dell'intero organo giudiziale delle Nazioni Unite? Dopo le innumerevoli critiche mosse da più settori per la morte di Milošević, avvenuta per avvelenamento (ingeriva di nascosto medicinali per la cura della lebbra, causando l'infarto che l'ha stroncato nel 2006), il tribunale dell'Aia non può più indugiare.
La prossima settimana spetterà alla difesa scendere in aula, tutto il mondo auspica una sentenza esemplare, che serva da monito e deterrente, che faccia giustizia e che ripristini de facto lo statuto della corte penale.




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10.25.2009

Le 10 domande di Johnny Palomba a Berlusconi

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Processo Dell'Utri al vaglio nuove dichiarzioni del pentito Spatuzza

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Prosegue il processo d'appello nei confronti di Marcello Dell'Utri che cerca di fare luce sui rapporti tra mafia e politica durante la stagione delle stragi dei primi anni novanta.
Marcello Dell'Utri, cofondatore di Forza Italia ed attualmente senatore della Repubblica nelle file del Pdl, è stato condannato in primo grado a 9 anni per "concorso esterno in associazione mafiosa".

Secondo l'accusa negli anni in cui la mafia, a suon di stragi, è alla ricerca di nuovi referenti politici da sostituire ai partiti della prima repubblica, sarebbe proprio Marcello Dell'utri l'anello di congiunzione tra la mafia siciliana ed il nuovo soggetto politico che stava nascendo in quel di Arcore.

Ieri è stata chiesta la sospensione del dibattimento per prendere in considerazione le nuove dichiarazioni rese il 6 ottobre scorso dal pentito Gaspare Spatuzza, fedelissimo dei fratelli Graviano boss di Brancaccio, coinvolti nelle stragi del 92-93.

Le dichiarazioni del pentito riguradano incontri avuti dallo stesso con i Graviano in cui si stava preparando un attentato, successivamente fallito, in cui far saltare in aria un pulmann di carabinieri allo stadio olimpico. Durante quegli incontri Graviano parla dei contatti con "persone serie come Silvio Berlusconi" ottenuti grazie al "nostro compaesano". Grazie a tali contatti Graviano dice di "avere il paese in mano".
Subito dopo la strage fallita allo stadio Olimpico gli attentati si fermano e Forza Italia ottiene uno strabiliante successo in Sicilia.

In questo video un servizio sull'udienza del 23 ottobre.


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10.23.2009

Sciopero generale e manifestazione nazionale a Roma 23.10.2009

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Sciopero generale e manifestazione nazionale a Roma oggi,indetta dai sinadacati di base. Adesioni da parte di tutte le categorie facenti capo a Cobas,SDL,Cub:trasporti,scuola,vigili del fuoco,impiegati nella pubblica amministrazione,sanità e privati,scesi in piazza al grido di "Unifichiamo le lotte per non pagare la crisi".Il corteo è partito da Piazza della Repubblica per arrivare sino a Piazza San Giovanni.
Più di 150mila i presenti secondo gli orgaizzatori. Ampia la piattaforma di richieste:blocco dei licenziamenti,riduzione dell'orario di lavoro,aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti/e; aggancio dei salari e pensioni, abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza,sostegno delle energie rinnovabili e contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro; contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea; assunzione a tempo indeterminato ;investimenti in un milione di alloggi popolari,blocco degli sfratti,canone sociale per i bassi redditi; contro l’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici della P.A; ritiro della riforma Brunetta; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare, pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale/nazionale.
Un corteo di studenti universitari(spezone partito da Piazzale Aldo Moro) e medi e diretto verso il Ministero dell'Istruzione ha manifestato a fianco dei lavoratori contro le leggi Gelmini ed Aprea.
Sostegno anche da parte di centri sociali,Blocchi Precari Metropolitani e Movimento di lotta per la casa che al termine della manifestazione hanno dato vita ad un Corteo diretto al Ministero dell'Economia.

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Tolleranza Zoro - Puntata 38

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Il gruppo Facebook "Uccidiamo Berlusconi" cambia nome e moltiplica gli iscritti

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Il Gruppo Facebook "Uccidiamo Berlusconi", recentemente divenuto famoso per le minacce del Ministro Maroni cambia nome ma rimane attivo.
I legali del social network hanno infatti precisato: "Abbiamo attentamente controllato il gruppo Uccidiamo Berlusconi; il contenuto e le discussioni interne al forum (che parla diffusamente delle politiche di Berlusconi e delle sue dispute legali), non violano i nostri termini di utilizzo. Solo il nome del gruppo le vìola e abbiamo chiesto agli amministratori di cambiarlo".
Questo tentativo di censura "ad personam" (esistono molti altri gruppi simili dedicati ad altre persone e addirittura ad interi gruppi etnici) ha così sortito l'effetto contratio, dando grande visibilità al gruppo che, in un solo giorno, ha aumentato di bene 7000 i suoi iscritti arrivando vicino ai 30 mila. Ancora una volta si dimostra l'inefficacia totale delle azioni censorie e repressive sul web, ancora una volta la rete vince.

Il link al gruppo

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No Berlusconi Day - Roma, 5 Dicembre 2009

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Il comitato "No Berlusconi Day", nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all'indirizzo e-mail: noberlusconiday@hotmail.it

Per rimanere aggiornati sullo sviluppo dell'iniziativa iscrivetevi alla pagina Facebook del comitato: Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi

ILTESTO DELL'APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra "una dittatura"- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica dalle accuse che gli vengono rivolte.

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La foto del giorno

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Ha suscitato grande scandalo la pubblicazione, da parte del Fatto quotidiano, di uno scatto che ritrarrebbe il governatore della regione Sicilia Raffaele Lombardo e il sindaco di Messina Buzzanca, sottobraccio mentre si sbellicano dalle risate tra le macerie di Giampilieri.

Oggi la reazione di Lombardo che giudica l'immagine come frutto di un fotomontaggio "e diffida la ulteriore pubblicazione della presente, riservandosi eventuali profili di responsabilità penale della vicenda". Ma l'autore della foto, Enrico di Giacomo, controsmentisce Lombardo affermando l'autenticità dello scatto.

A voi il giudizio finale.


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10.22.2009

Traffico di rifiuti tossici

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Ieri è stata sequestrata in Calabria dalla Procura di Paola una cava di rifiuti tossici radioattivi.
Anche se le indagini sono ancora in corso, il sequestro sembra strettamente connesso all'inchiesta sullo strano arenamento della motonave "Jolly Rosso" avvenuto il 14 dicembre 1990 nei pressi della spiaggia di Amantea.
Il fatto è solo uno dei numerosi affondamenti sospetti avvenuti al largo delle nostre coste ed in particolare al sud dove le mafie traggono profitti da tali traffici.
La cosa inquietante è che si tratta di traffici internazionali il più delle volte resi possibili dalla connivenza dei poteri governativi

Per saperne di più vi propongo un'inchiesta del programma Vanguard.

Sabato 24 ottobre si terrà ad Amantea una manifestazione nazionale per dire no ai traffici illeciti dei rifiuti.


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Guerra alla democrazia

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Questa mattinata ho avuto la fortuna di imbattermi, su Current tv, in questo straordinario documentario che riassume in breve gli ultimi anni della dottrina di Monroe. Da divulgare.

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10.20.2009

Armi chimiche

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Conosciamo ormai tutti quanto il diritto internazionale sia per alcuni una irremovibile spada di damocle, e quanto per altri sia soltanto una semplice imposizione etica, soggetta all'ipocrisia relativista della giurisprudenza interna.
In tema di diritti universali dell'uomo e della donna i potenti tendono ancora all'unidirezionalità. Sicuramente il mandato di cattura internazionale di Omar El Bashir, presidente del Sudan, per crimini di guerra, segna un punto di svolta sul ruolo della corte penale internazionale, in quanto prima sentenza riguardante un presidente ancora in carica. Ma un organo che funzioni realmente da deterrente nei confronti del bullismo imperialista, di qualsiasi stato, organizzazione, ideologia, gruppo armato e religioso sembra alla luce della prima decade del millennio, ancora un'eterea favola romantica. Verrebbe da chiedersi cosa penserebbe il romantico Wilson, che nel 19' ideava una pacifica società delle nazioni, alla luce dei vari e/orrori commessi nel corso del secolo successivo proprio dalla sua amata madre patria.
Non che prima fosse legittimo, ma superato il bipolarismo, noi mondo occidentale, che bisogno abbiamo di giocar sporco? Di usare gli stessi mezzi che critichiamo solo se usati da altri?

Per chi non avesse ancora visto il documentario di Sigfrido Ranucci Falluja - la strage nascosta invito a farlo in quanto toccante testimonianza del relativismo dei diritti umani.







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L'italia no Blob

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10.12.2009

Boicottiamolo!

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10.07.2009

Vietato contestare

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Eh si,va prorpio tutto bene in Abruzzo...
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10.06.2009

Puttanopoli

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Assolutamente da vedere!!!

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10.05.2009

O Lodo, o carcere - Marco Travaglio

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Tolleranza Zoro 35a puntata

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